15. Giambattista Vico

Giambattista Vico rappresenta un caso assai complesso — e, in fondo, non ancora esaurientemente chiarito — nella storia delle idee moderne. Il suo pensiero è un amalgama, per più versi sconcertante, di nuovo e di antico, di dottrine assai tradizionali e di tesi e principi estremamente innovatori.
Anche gli studi più recenti non hanno determinato in modo realmente soddisfacente i rapporti intrecciati dall’autore della Scienza Nuova con le filosofie del suo tempo. Fu, come molti sostengono, un isolato o no? Alla tesi della relativa ‘solitudine’ intellettuale di Vico molti interpreti sono giunti rilevando la scarsezza di echi e risonanze seguita alla pubblicazione delle sue opere. Per la verità tale rilievo è stato messo in discussione da più parti. Già i primi storici della fortuna del vichismo hanno allineato una serie assai nutrita di testimonianze comprovanti la notevole diffusione della Scienza Nuova sia nel secolo XVIII che in quello successivo. L’assunto dei sostenitori dell”isolamento’ di Vico era però che la stragrande maggioranza dei lettori sette e ottocenteschi del filosofo napoletano non lo aveva in realtà compreso. Oggi questa tesi gode di minor credito di un tempo. Si tende, piuttosto, a sottolineare che la filosofia vichiana è stata letta, in passato, in modi diversi rispetto a quelli emersi nel nostro secolo.

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