9. Newton

NEWTON E LE QUATTRO REGOLE DEL FILOSOFARE


Isaac Newton (1642-1727) ci ha lasciato studi importantissimi in campo matematico e fisico. Grande rilievo filosofico rivestono le sue “regole” metodologiche, egli fu considerato il vero promotore del nuovo sapere e della nuova immagine della ragione, limitata dall’esperienza, concreta e attenta ai fatti. Newton ha un approccio metodologico più articolato e complesso, che coniuga la matematica (intesa come strumento di calcolo) con l’osservazione empirica. Nella sua opera maggiore, i Principi matematici della filosofia naturale (1687), troviamo il rifiuto delle ipotesi che lo scienziato esprime nelle “Quattro regole del filosofare”.  La prima regola stabilisce che «delle cose naturali non devono essere ammesse cause più numerose di quelle che sono vere e bastano a spiegare i fenomeni». La seconda regola stabilisce che «finché può esser fatto, le medesime cause vanno assegnate ad effetti naturali dello stesso genere». La terza regola, invita a adoperare il metodo analogico, consistente nell’attribuire ai fenomeni dello stesso genere le stesse cause, perché la natura è omogenea e si comporta in ogni parte in modo uniforme. La quarta e ultima regola, costituisce il manifesto della nuova filosofia naturale, essa attribuisce grande importanza al rifiuto delle ipotesi. Le ipotesi che Newton rifiuta sono tutte quelle proposizioni che, non derivabili dai fenomeni, risultano solo costruzioni arbitrarie, prive di riscontro nella realtà.